giovedì 6 agosto 2015

Europa League - terzo turno preliminare - ritorno / VOJVODINA-SAMPDORIA 0-2

 
 

Novi Sad (stadio Karadorde), 6 agosto 2015
VOJVODINA-SAMPDORIA 0-2
15' pt Eder; 26' st Muriel.
  
VOJVODINA (4-2-3-1): Zakula; Vasilic, Pankov, Djuric. Nastic; Sekulic, Maksimovic; Stanisavljevic (42' st Lakicevic), Ivanic (48' st Babic), Puskaric (33' st Palocevic), Ozegovic. In panchina: M. Kordic, Pekaric, Pavkov, Stamenic. Allenatore: Zagorcic.
SAMPDORIA (4-3-3): Viviano; Cassani, Silvestre, Coda, Zukanovic; Barreto, Fernando, Krsticic (34' st Ivan); Soriano (40' st Wszolek), Muriel (30' st Bonazzoli), Eder. In panchina: Brignoli, Salamon, Regini, Oneto. Allenatore: Zenga.
ARBITRO: Raczkowski (Polonia).
  
NOTE: ammoniti Soriano, Fernando, Maksimovic, Coda, Eder, Krsticic, Cassani e Ivan; recupero: 1' pt, 4' st.

DIVISE: Vojvodina in maglia a quarti bianco-rossa, pantaloncini bianchi, calzettoni bianchi; Sampdoria in maglia blu, pantaloncini blu, calzettoni blu.

I risultati: giovedì 6 agosto, ore 18: Omonia-Brondby 2-2, Rubin Kazan-Sturm Graz 1-1, Inter Baku-Athletic Bilbao 0-0, Gabala-Apollon 1-0; ore 19: Vorskla-Zilina 3-1, Trabzonspor-Rabotnicki 1-1, Strömsgodset-Hajduk Spalato 0-2, Shmona-Slovan Liberec 0-3, Rosenborg-Debrecen 3-1, Odd-Elfsborg 2-0, Göteborg-Belenenses 0-0, Basaksehir-Az Alkmaar 1-2; ore 19.15: Dinamo Minsk-Zurigo 0-1, 1-1 dts; 19.30: Vaduz-Thun 2-2, Aek Larnaca-Bordeaux 0-1; ore 19.45: Copenaghen-Jablonec 2-3; ore 20: Zorya-Charleroi 3-0, Zeljeznicar-Standard Liegi 0-1, Vitesse-Southampton 0-2, St. Etienne-Asa Targu Mures 1-2, Atromitos-Aik 1-0, Astra-West Ham 2-1; ore 20.05: Trnava-Paok 1-1; ore 20.15: Slovan Bratislava-Krasnodar 3-3; ore 20.30: Borussia Dortmund-Wolfsberger 5-0; ore 20.45: Aberdeen-K. Almaty 1-1; ore 21: Legia-Kukesi 1-0, Vojvodina-Sampdoria 0-2; ore 22.15: Vitoria Guimaraes-Altach 1-4.
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IL COMMENTO.
Come era prevedibile dopo la partita d'andata, la Sampdoria saluta l'Europa League. Niente impresa per gli uomini di Walter Zenga: finisce 2-0 per i doriani, con un gol per tempo (di Eder con un destro all'angolino su assist di Muriel, e di Muriel dopo un fantastico assist di tacco di Eder, le due reti dell'incontro) insufficienti a ribaltare l'incredibile 0-4 dell'andata. Nonostante la vittoria, è una Samp che ha provato a metterla più sul cuore e sui nervi che non sull'organizzazione di gioco e il rammarico grande è l'errore sotto porta a fine primo tempo di Soriano, già sull'1-0 per Krsticic e compagni (Palombo fermato dalle coliche renali non è partito per la trasferta e così è toccato al serbo, proprio nella sua nazione, indossare la fascia da capitano). Zenga salva la panchina e per un po' è sembrato che tenesse più a garantirsi quella che non ad azzardare la disperata impresa una volta fatto lo 0-2. Il cambio Bonazzoli-Muriel, pochi minuti dopo il gol di qeust'ultimo, rimane infatti un rebus. C'era un quarto d'ora per provare l'assalto disperato, e invece non c'è stato spazio per la tre punte. L'avventura europea finisce prima di cominciare e senza mai mettere piede al Ferraris. Quella dell'andata sarà una batosta - ahinoi - indimenticabile, da tenere a mente la prossima volta che si tornerà a disputare le coppe.
Nelle foto, tratte davari siti web, un controllo di palla di Barreto; la Samp a fine partita mentre esce dal campo; la visita alla tomba di Boskov avvenuta al pomeriggio dell'incontro.

giovedì 30 luglio 2015

Europa League - terzo turno preliminare - andata / SAMPDORIA-VOJVODINA 0-4

 
 
Torino (stadio Olimpico), 30 luglio 2015
SAMPDORIA-VOJVODINA 0-4
4' pt Ivanic; 4' st Stanisavljevic, 13' st Ozegovic, 46' st Ozegovic.
  
SAMPDORIA (4-3-3): Viviano; Cassani, Silvestre, Palombo (14' st Regini), Zukanovic; Barreto, Fernando, Soriano; Eder, Muriel (28' st Bonazzoli), Krsticic (14' st Wszolek). In panchina: Brignoli, Coda, Salamon, Ivan. Allenatore: Zenga.
VOJVODINA (4-2-3-1): Zakula; Vasilic, Pankov, Djuric, Nastic; Sekulic, Maksimovic; Stanisavljevic (40' st Stamenic), Ivanic (42' st Babic), Puskaric (26' st Palocevic); Ozegovic. In panchina: Kordic, Pekaric, Lakicevic, Kordic. Allenatore: Zagorcic.

ARBITRO: Ekberg (Svezia).
  
NOTE: ammoniti Sekulic, Pankov e Stanisavljevic; recupero: 0' pt, 4' st.

DIVISE: Sampdoria in maglia blu, pantaloncini bianchi, calzettoni bianchi; Vojvodina in maglia a quarti bianco-rossa, pantaloncini rossi, calzettoni rossi.

I risultati: mercoledì 29 luglio, ore 18: Jablonec-Copenaghen 0-1; giovedì 30 luglio, ore 16.45: K. Almaty-Aberdeen 2-1; ore 18: Elfsborg-Odd 2-1; ore 19: Aik-Atromitos 1-3, Altach-Vitoria Guimaraes 2-1, Apollon-Gabala 1-1, Krasnodar-Slovan Bratislava 2-0, Liberec-Shmona 2-1, Paok-Trnava 1-0, Sturm Graz-Rubin Kazan 2-3; ore 19.30: Az Alkmaar-Basaksehir 2-0, Thun-Vaduz 0-0, Zilina-Vorskla 2-0, Zurigo-Dinamo Minsk 0-1; ore 20: Asa Targu Mures-St. Etienne 0-3. Brondby-Omonia 0-0, Debrecen-Rosenborg 2-3, Kukesi-Legia Varsavia 0-3 a tavolino (sospesa sull’1-2 perché un oggetto ha colpito un giocatore del Legia), Rabotnicki-Trabzonspor 1-0; ore 20.30: Bordeaux-Aek Larnaca 3-0, Charleroi-Zorya 0-2, Standard Liegi-Zeljeznicar 2-1; ore 20.45: Athletic Bilbao-Inter Baku 2-0, West Ham-Astra 2-2; ore 21: Belenenses-Göteborg 2-1, Hajduk Spalato-Strömsgodset 2-0, Sampdoria-Vojvodina 0-4; ore 21.05: Ac Wolfsberger-Borussia Dortmund 0-1, Southampton-Vitesse 3-0.
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IL COMMENTO.
Che la nostra Europa - tanto sognata, poi perduta sul campo e poi riguadagnata ai danni del Genoa per via della mancata licenza Uefa consegnata ai cugini - finisse già al 30 luglio, non poteva prevederlo neppure il tifoso più pessimista. E invece sul neutro di Torino, utilizzato perché al Ferraris ci sono lavori di manutenzione, accade l’impensabile: i serbi del Vojvodina travolgono la Sampdoria per 4-0, prendendo a pallate e umiliando una squadra che tornava nelle coppe dopo cinque stagioni di digiuno. In una sera si è riusciti a rovinare tutto il lavoro della scorsa brillante stagione, sotto gli occhi increduli di una tifoseria, che sognava ben altro e invece ha dovuto mandar giù prima l’esilio in un’altra regione e poi il risultato, il peggiore di sempre tra quelli collezionati in campo europeo tra le mura amiche. Il debutto di Zenga sulla panchina blucerchiata è così scioccante che si parla già di un possibile esonero dopo il match di ritorno, a questo punto limitato a una gita nella città dove riposa Vujadin Boskov, idolo tanto della Samp, quanto del club di Novi Sad. La serata dell’Olimpico fa accapponare la pelle: si fatica a credere che quella scesa in campo sia una squadra in ritiro da un mese apposta per questo match. Movimenti sbagliati, palle perse, giocatori piantati al terreno, tiri sbilenchi.
Un incubo che inevitabilmente porta la Samp a vivere una delle sue peggiori serate, ma anche una delle peggiori del calcio italiano in Coppa degli ultimi venti-trent’anni. Di fronte, c’era un avversario che in campionato veniva da una sconfitta per 4-0 (proprio sotto gli occhi di Zenga, andato ad osservare il match col Cukaricki) e da un pari nelle prime due uscite di campionato e che per arrivare qui aveva dovuto giocare due preliminari, contro gli ungheresi dell’Mtk Budapest e i lettoni dello Spartaks. L’atteggiamento della Sampdoria è stato quello di chi affronta una squadra di dopolavoristi: ne è uscita una lezione che verrà ricordata per sempre. I gol presi per due volte al pronti-via sono la dimostrazione che l’undici sceso in campo non c’era per niente, né di gambe né di testa e che in partita non c’è mai entrato, quasi che la vittoria fosse dovuta. Difficile stabilire dei migliori e dei peggiori, in un disastro collettivo del genere. Malissimo Barreto: gli avversari gli scappavano via da tutte le parti, non ha tenuto un pallone, ha lanciato nel vuoto. Terribili Krsticic e Muriel. Colpevole in almeno due gol presi capitan Palombo, ma forse il delitto è stato di chi ha voluto schierarlo in una difesa a due centrali, ruolo mai stato suo.
A fine partita, giocatori e allenatori sono andati a chiedere scusa a una tifoseria inferocita, che ha invitato tutta la squadra ad andarsene di lì. Zenga è voluto rimanere, dicendo in continuazione: «È colpa mia». In diretta tv (già, perché il match era pure trasmesso dalla Rai, giusto perché tutti gli italiani, anche i tifosi delle altre squadre, abbiano potuto farsi due risate), è andato in scena un umiliante teatrino finale tra tifoseria e organico. Spiace accanirsi, ma è ovvio che a Zenga spettino le colpe maggiori. Una squadra non può presentarsi a un appuntamento europeo con una condizione così pietosa e senza la minima idea dei ruoli e degli schemi. Una serata terribile, e il bello è che i serbi avrebbero potuto fare persino altri gol, se ripensiamo alla punizione di Stanisavljevic, alla traversa colpita dallo stesso Stanisavljevic sullo 0-1 o lo 0-4 mancato da pochi passi da Palocevic, poco prima del quarto gol effettivo.
Al di là della bravura o non bravura di Zenga, è difficile capire poi perché ogni volta che c'è da andare sul sicuro, si vada invece a prendere un allenatore-scommessa. È una costante negli ultimi anni. Ti qualifichi ai preliminari di Champions, e prendi Di Carlo. Devi salvarti a tutti i costi, perché la stagione va a “schifio”, e prendi Cavasin (o Platt!). Devi tornare immediatamente in A, e prendi Atzori. Torni in Europa, e prendi Zenga. Perché non puntare mai su un allenatore fatto e finito, esponendo anzi il nuovo mister alla gogna?
Lo 0-1 nasce sull'asse Stanisavljevic-Ivanic, lesti a diagolare in area, approfittando di un Palombo lentissimo e fuori fase. Il diagonale di Ivanic trafigge Viviano. La reazione della Samp si limita a tiri in curva di Eder e Muriel e a una punizione del nuovo acquisto Fernando. In avvio di ripresa, Ozegovic sfugge a Palombo e calcia in porta: Viviano respinge, ma nella ribattuta arriva il solito Stanisavljevic (il migliore in campo assieme a Ozegovic). Pochi minuti ancora, ed ecco lo 0-3, con Viviano che esce dall'area per anticipare Ozegovic, costringendolo a fare la cosa più difficile, un pallonetto da fuori. Purtroppo, il pallonetto arriva a buon fine e la palla entra per la terza volta nella porta blucerchiata (a conti fatti, un errore del portiere, che aveva provato con l'uscita a colmare l'ennesima falla della difesa e di un addormentato Palombo, che ancora una volta aveva permesso all'avversario di involarsi indisturbato verso la porta). E proprio allo scadere, arriva pure lo 0-4, con un euro-gol ancora di Ozegovic,
Detto delle colpe di giocatori e allenatore, non mancano quelle della società. Come era accaduto col Werder Brema nell’estate del 2010, anche questa volta, la Samp si è presentata al preliminare col cartello dei lavori in corso. Ai tempi, mancava un terzino destro (salvo poi riprendere Zauri, una volta uscito), questa volta mancava una punta centrale, con Okaka venduto all’Anderlecht proprio alla vigilia della sfida, e con la squadra obbligata a puntare tutto su un attacco leggero formato da Muriel ed Eder, entrambi fuori condizione, con quest’ultimo (che teoricamente doveva essere quello messo peggio a seguito dell’infortunio rimediato a giugno con la nazionale italiana), che ha fatto qualcosina di più. In panchina, solo il giovane Bonazzoli. Arrivare a giocarsi l’obiettivo primario della stagione con la squadra incompleta è da folli (leggere i nomi dei panchinari per capire quanto sia corta la rosa. O prendere atto che per l’assenza dell’ultimo minuto di Regini, colpito da virus inestinale, sia stato schierato un centrocampista in difesa). Una politica approssimativa che prontamente è stata pagata cara. È persino incredibile che ora si parli dell’allenatore: alla dirigenza i dubbi sarebbero dovuti venir prima, non a buoi scappati. Questa epocale batosta (che contrariamente a quanto detto da Zenga in conferenza stampa a fine match, non ci farà per niente bene) segna anche il momento più difficile della gestione Ferrero. Fino a quando i risultati arrivavano, le sceneggiate, i gesti plateali e l’italiano stentato, strappavano sorrisi. Ora, rischia anche lui di finire nella contestazione di questa metà estate. Le dichiarazioni spocchiose della vigilia (Come il «vinciamo 4-0») suonano come una beffa incredibile. Più che mandare a quel paese Gasperini, reo di aver detto che il Genoa avrebbe fatto meglio della Samp in ogni caso, essendo arrivato più avanti, prenda atto dello scempio.
Su internet, si sprecano le ironie rossoblù, dopo questa debacle. Come sembra lontano l’aereo volato sui cieli della Liguria con sfottò al Grifone, dove un cartello recava la scritta “Senza licenza porta pazienza”. E come stride ora quel poco elegante “grazie rumente” mostrato in favore di telecamere dal pubblico durante la gara. Una figuraccia che solo un impensabile 5-0 al ritorno potrà lavare.
La stagione è già in salita, e siamo solo in estate. Incredibile.

Nelle foto, tratte dal sito de Il Secolo XIX, i tifosi della Samp sulla tribuna dell'Olimpico di Torino (il Ferraris era indisponibile per i lavori di rifacimento del campo); Muriel tra due avversari; un colpo di testa di Silvestre in anticipo sull'indemoniato Ozegovic; Walter Zenga sulla panchina doriana: un esordio terribile; un'uscita di Viviano; Ferrero a fine partita chiede scusa ai tifosi.

Eurorivali. Samp-Vojvodina, in ricordo di Boskov

C’è stato davvero lo zampino del destino, come ha detto Walter Zenga al momento del sorteggio, nell’estrazione di Nyon che ha accoppiato in questo terzo turno di Europa League, la Sampdoria ai serbi del Vojvodina? Non si sa, certo è che tante sono le peculiarità di questa partita. Tanto per cominciare, il Vojvodina è la società nella quale militò a inizio carriera Sinisa Mihajlovic, il tecnico che ha portato i blucerchiati a questa qualificazione. È inoltre il club contro cui Zenga festeggiò la vittoria matematica del campionato serbomontenegrino nel 2005-06. E soprattutto, il club per cui tifava Vujadin Boskov, simbolo tanto della Samp quanto dei biancorossi. Ed è una coincidenza davvero curiosa che la prima gara europea dei liguri dopo la morte di Boskov sia proprio contro la squadra che lo stesso Boskov servì a lungo sia da giocatore che da allenatore.
Lo zio Vuja militò nel Vojvodina per dieci anni, dal 1950 al 1960, prima di passare proprio ai genovesi nella stagione 1961-62. E da allenatore, vi tornò tra il 1964 e il 1971. Totale: diciassette stagioni spese con la “Stara Dama”, la Vecchia Signora. Proprio a Novi Sad, città di trecentomila abitanti, si spense nell’aprile 2014, il tecnico che ha reso grande la Samp a cavallo tra anni Ottanta e Novanta: un mese dopo la sua morte, i biancorossi vinsero la Coppa di Serbia, primo trofeo della storia del club dopo la disgregazione della Jugoslavia. D’obbligo la dedica al maestro.
boskov
Vujadin Boskov, terzo da sinistra, ai tempi del Vojvodina

Nell’Europa League in corso, il Vojvodina ha fatto fuori al primo turno preliminare gli ungheresi dell’Mtk Budapest (0-0, 3-1) e al secondo i lettoni dello Spartaks (3-0, 1-1). Sulla carta, l’undici di Zenga è nettamente superiore: la rosa del Vojvodina non è di caratura internazionale (sono quasi tutti giocatori serbi. Fuori dalla Serbia ci sono solo due montenegrini e un bosniaco, nessuno dei quali titolare), ma non per questo la gara sarà priva di insidie. «Certi appuntamenti permettono alle squadre di questi Paesi di rendere oltre le proprie forze», ha avvisato l’Uomo Ragno, andato di persona a studiare i suoi avversari. Altro elemento da temere è il fatto che per quanto scarsi siano stati i risultati del Vojvodina nelle prime due uscite del campionato serbo (una sconfitta per 4-0 e un pareggio), sono comunque giocatori che la preparazione l’hanno finita da un pezzo e ormai al meglio della condizione. La Sampdoria invece ha ancora appeso addosso il cartello dei lavori in corso. Con Okaka passato all’Anderlecht, manca ancora un attaccante centrale e a questo appuntamento europeo, Zenga dovrà optare per un tridente leggero (Eder-Muriel-Krsticic, con quest’ultimo capitano, proprio lui che è serbo).
Il Vojvodina sarà probabilmente schierato con il 4-2-3-1:  Zakula in porta; linea difensiva composta da destra a sinistra da Lakicevic, Pekaric, Djuric e Nastic; mediana formata da Sekulic e Maksimovic; in attacco Ozegovic con il trio Stanisavljevic-Ivanic-Babic alle sue spalle.

Giovanni Del Bianco
www.guerinsportivo.it

lunedì 20 luglio 2015

Le magliette 2014-15: Joma debutta andando sul classico

Venerdì scorso a Pinzolo, sono state presentate le nuove casacche della Sampdoria, le prime prodotte dall'azienda spagnola Joma, che ha rimpiazzato la Kappa.
I primi modelli targati Joma sono molto rispettosi della tradizione («Erano anni che facevamo la corte alla Samp», hanno detto gli spagnoli): le strisce sono molto in alto, all'altezza del cuore, proprio come deve essere la "vera" maglia della Samp. Le novità più degne di nota arrivano dalla seconda maglia, bianca e senza strisce (ma anche questo è un richiamo al passato: originariamente la maglia da trasferta era proprio così) e dalla terza, gialla con bande blucerchiate verticali. Uguale alla maglia da trasferta, ma nera, la divisa del portiere.
Bisogna dire che senza sponsor, è una maglia senza pecche, mentre con lo sponsor Tempotest in alto a destra (addirittura a sinistra su quella gialla, laddove in genere c'è lo stemma societario), l'effetto è molto più pasticciato.
Nello stemma è stata tolta la scritta "U.C. Sampdoria", per riportarlo come era negli anni Ottanta. Infine, due parole sulla maglia a edizione limitata con il microchip: se premi sullo stemma della maglia, parte un coro cantato dai calciatori per omaggiare i tifosi. 
Ecco qua le maglie della stagione 2015-16, tratte dal sito Passionemaglie.it.

  




domenica 31 maggio 2015

38ª giornata / SAMPDORIA-PARMA 2-2

Genova (stadio Luigi Ferraris), 31 maggio 2015
SAMPDORIA-PARMA 2-2
8' st Romagnoli, 29' st Palladino, 34' st De Silvestri, 43' st Varela.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli, Regini; Acquah (1' st Correa), Obiang, Duncan (42' st Palombo); Soriano; Muriel (30' st Bergessio), Eto’o. In panchina: Romero, Okaka, Muñoz, Rizzo, Coda, Djordjevic, Marchionni, Wszolek, Cacciatore. Allenatore: Mihajlovic.
PARMA (4-5-1):  Mirante (26' st Iacobucci); Cassani, Lucarelli, Feddal, Gobbi; Lila (12' st Ghezzal), J. Mauri (37' st Mariga), Jorquera, Nocerino, Varela; Palladino. In panchina: Bertozzi, Mendes, Prestia, Galloppa, Costa, Haraslin, Broh, Esposito, Coda. Allenatore: Donadoni.

ARBITRO:
Massa di Imperia.
  
NOTE: ammonito Jorquera; recupero: 2' pt, 3' st.

DIVISE: Sampdoria in maglia blu, pantaloncini bianchi, calzettoni bianchi; Parma in maglia bianca con croce nera, pantaloncini neri, calzettoni neri.

I risultati: sabato 30 maggio, ore 18: Verona-Juventus 2-2; ore 20.45: Atalanta-Milan 1-3; domenica 31 maggio, ore 18: Cagliari-Udinese 4-3; ore 20.45: Fiorentina-Chievo 3-0, Inter-Empoli 4-3, Napoli-Lazio 2-4, Roma-Palermo 1-2, Sampdoria-Parma 2-2, Sassuolo-Genoa 3-1, Torino-Cesena 5-0.

La classifica:
Juventus 87; Roma 70; Lazio 69; Fiorentina 64; Napoli 63; Genoa 59; Sampdoria 56; Inter 55; Torino 54; Milan 52; Palermo e Sassuolo 49; Verona 46; Chievo 43; Empoli 42; Udinese 41; Atalanta 37; Cagliari 34; Cesena 24; Parma* 19.
* sette punti di penalizzazione. Juventus Campione d'Italia; Roma ai gironi di Champions League; Lazio ai preliminari di Champions League; Fiorentina, Napoli e Genoa in Europa League, in attesa della sentenza del Coni che potrebbe escludere il Genoa a vantaggio della Sampdoria; Cagliari, Cesena e Parma  retrocesse in Serie B.
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IL COMMENTO.
In una storica giornata da quarantasette gol (il record è quarantotto), Samp e Parma danno vita a un divertente 2-2, che permette ai blucerchiati di entrare in Europa League (se sarà confermata l'esclusione del Genoa) e ai ducali di salutare con un sorriso, e ridarle appuntameno a chissà quando, la Serie A. Con le due tifoserie gemellate si è respirato un bel clima a Genova, specie quando i supporters delle due squadra hanno sfilato assieme fuori dallo stadio. Per quanto riguarda il match, si è vista la solita Samp di questo finale di stagione, che non riesce a vincere neanche in casa contro l'ultima in classifica, ma a questo punto, sarebbe cambiato poco. Bastava un pareggio per respingere l'assalto dell'Inter e pareggio è stato. Le emozioni si sono concentrate nella ripresa: Romagnoli sbloccava di testa su cross di Duncan il punteggio, l'ex genoano Palladino rimetteva il punteggio in parità grazie a un bell'acuto personale, la Samp rimetteva la testa avanti con un gol in mischia di De Silvestri e gli emiliani fissavano il punteggio sul 2-2 grazie a Varela. Un minuto prima del 2-2, ingresso in campo per Palombo: per il capitano, 400 presenze in blucerchiato. Complimenti. Mihajlovic saluta la compagnia doriana con un probabile ingresso in Europa (Sarri e Zenga i possibili sostituiti), mentre Donadoni conferma con questo 2-2 il lodevole finale di stagione del Parma, che tra tanti guai societari, è riuscito a chiudere con grande dignità la stagione più difficile della propria storia. La prima stagione di Ferrero si conclude con un ottimo settimo posto. Poco rispetto a come si era messa qualche mese fa, ma tantissimo se si pensa alle ultime stagioni, nelle quali la Samp ha corso per la salvezza. Se sarà Europa o meno, lo scopriremo mercoledì, giorno dell'udienza che riguarda la licenza del Genoa. Sarebbe davvero incredibile raggiungere le coppe a discapito dei cugini, che l'Europa se l'erano guadagnata con merito sul campo. 

Nelle foto, tratte dal sito de Il Secolo XIX, la coreografia della Gradinata Sud; Eto'o mentre tenta di sfuggire a Lila; Jorquera su Muriel; un contrasto aereo tra Romagnoli e Palladino, autori dei primi due gol del match.

domenica 24 maggio 2015

37ª giornata / EMPOLI-SAMPDORIA 1-1

 
 
 
 
 

Empoli (stadio Carlo Castellani), 24 maggio 2015
EMPOLI-SAMPDORIA 1-1
13' st Pucciarelli, 46' st Eto'o.

EMPOLI (4-3-1-2): Bassi; Laurini (30' st Mario Rui), Rugani, Barba, Hysaj; Vecino, Valdifiori, Croce; Saponara (19' st Zielinski); Pucciarelli (37' st Tavano), Maccarone. In panchina: Pugliesi, Sepe, Signorelli, Mchedlidze, Brillante, Tonelli, Somma. Allenatore: Sarri.
SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli, Regini; Acquah (30' st Correa), Palombo (20' st Duncan), Obiang; Soriano; Muriel, Djordjevic (11' st Eto’o). In panchina: Romero, Mesbah, Correa, Okaka, Bergessio, Muñoz, Rizzo, Coda, Wszolek, Cacciatore. Allenatore: Mihajlovic.

ARBITRO:
Calvarese di Teramo.
  
NOTE: ammoniti Valdifiori, Acquah, Muriel, Romagnoli, Maccarone e Vecino; recupero: 3' pt, 5' st; prima della partita è stato osservato un minuto di silenzio per ricordare i morti della Prima guerra mondiale (in occasione del centenario della stessa).

DIVISE: Empoli in maglia blu, pantaloncini blu, calzettoni blu; Sampdoria in maglia bianca, pantaloncini bianchi, calzettoni bianchi.

I risultati: sabato 23 maggio, ore 18: Juventus-Napoli 3-1; ore 20.45: Genoa-Inter 3-2; domenica 24 maggio, ore 12.30: Empoli-Sampdoria 1-1; ore 15: Cesena-Cagliari 0-1, Chievo-Atalanta 1-1, Palermo-Fiorentina 2-3, Parma-Verona 2-2, Udinese-Sassuolo 0-1; ore 20.45: Milan-Torino 3-0; luneì 24 maggio, ore 18: Lazio-Roma 1-2.

La classifica:
Juventus 86; Roma 70; Lazio 66; Napoli 63; Fiorentina 61; Genoa 59; Sampdoria 55; Inter 52; Torino 51; Milan 49; Palermo e Sassuolo 46; Verona 45; Chievo 43; Empoli 42; Udinese 41; Atalanta 37; Cagliari 31; Cesena 24; Parma* 18.
* sette punti di penalizzazione. Juventus matematicamente Campione d'Italia; Cagliari, Cesena e Parma matematicamente retrocesse in Serie B.
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IL COMMENTO.
«I cavalli vincenti si vedono all’arrivo», aveva detto qualche mese fa Sinisa Mihajlovic. Ma dal Castellani di Empoli, la Samp torna con un solo punto e ciò significa che all’arrivo, la Samp non avrà raggiunto la zona delle coppe. Niente di grave per quelle che erano le premesse della stagione. Una delusione per come si era messa al girone d'andata (ad un certo punto il vantaggio sulle insegutrici era di otto punti).
In Toscana la Samp si salva con un gol in extremis di Samuel Eto’o, entrato in campo nella ripresa al posto di un evanescente Djordjevic, alla prima da titolare. Un 1-1 che annulla il vantaggio locale firmato da Pucciarelli in avvio di ripresa. Contro i toscani, rivelazione del campionato ma ormai senza stimoli di classifica, si doveva fare di più. E invece la mancata vittoria ha sentenziato che la Samp resterà matematicamente dietro ai cugini genoani e che le speranze europee dipenderanno esclusivamente dalla eventuale mancata licenza al Grifone. Lo scopriremo mercoledì-giovedì, dunque. Se, come sembra, il Genoa sarà fuori (la Samp ha comunque garantito che non presenterà controricorsi. Valgono per questo le parole di Mihajlovic: «Andare in Europa così sarebbe una magra consolazione»), basterà fare un punto in casa contro il Parma, per avere la certezza di mantenere il settimo posto e difenderlo dall'assalto dell'Inter. Sul campo, l’Europa League è persa. Peccato, perché questo crollo nel finale di stagione ha macchiato un campionato perfetto. A fine partita, divertente il siparietto tra Eto’o e Sarri, raccontato in conferenza stampa da quest’ultimo. Il primo ha detto al tecnico dell’Empoli che è onorato di conoscerlo, per averlo seguito in questo brillante campionato dei toscani. Il secondo ha replicato: «Ma mi prendi per il c…? Sono io ad essere onorato a conoscere te». Chissà che le strade dei due non possano incrociarsi l’anno prossimo. Il nome di Sarri, assieme a quelli di Zenga e Paulo Sousa, è uno dei più gettonati per sostituire Mihajlovic, che pare ormai destinato ad andare al Napoli.
Ne sapremo di più dopo la prossima settimana. Intanto c'è da difendere il settimo posto e sicuramente il Parma, nonostante il gemellaggio, non salirà a Genova per fare regali. Ha onorato fino in fondo la stagione con grande dignità e sicuramente vorrà salutare la Serie A (chissà quando la rivedrà, poi) con un regalo ai suoi tifosi. Con la Samp scoppiata di questo finale di stagione, bisognerà stare attenti a non prendere sottogamba un incontro che pare scontato, ma che scontato non è.

Nelle foto, tratte dal sito de Il Secolo XIX, lo show di Ferrero con i tifosi sampdoriani; Djordjevic a duello con Hysaj; Acquah e Croce; il vantaggio toscano con Pucciarelli; il pari di Eto'o (fuori quadro); la festa dei sampdoriani per il punto ottenuto in extremis.

sabato 16 maggio 2015

36ª giornata / SAMPDORIA-LAZIO 0-1

 
 
 

Genova (stadio Luigi Ferraris), 16 maggio 2015
SAMPDORIA-LAZIO 0-1
9' st Gentiletti.

SAMPDORIA (4-3-1-2): Viviano; De Silvestri, Silvestre, Romagnoli, Regini; Acquah (17' st Rizzo), Palombo (36' st Okaka), Obiang; Soriano; Muriel, Eto'o (17' st Bergessio). In panchina: Romero, Duncan, Correa, Muñoz, Coda, L. Djordjevic, Marchionni, Wszolek, Cacciatore. Allenatore: Mihajlovic.
LAZIO (4-3-3): Berisha; Basta, Ciani, Gentiletti (31' st De Vrij), Radu; Parolo, Ledesma, S. Lulic; Candreva (39' st Mauri), Klose (24' st F. Djordjevic), F. Anderson. In panchina: Guerrieri, Strakosha, Braafheid, Keita, Onazi, Cataldi, Petea, Cavanda, Novaretti. Allenatore: Pioli.

ARBITRO:
Mazzoleni di Bergamo.
  
NOTE: ammoniti Palombo e Silvestre; recupero: 0' pt, 3' st.

DIVISE: Sampdoria in maglia blu, pantaloncini bianchi, calzettoni bianchi; Lazio in maglia bianca, pantaloncini celesti, calzettoni celesti.

I risultati: sabato 16 maggio, ore 18: Inter-Juventus 1-2; ore 20.45: Sampdoria-Lazio 0-1; domenica 17 maggio, ore 12.30: Sassuolo-Milan 3-2; ore 15: Atalanta-Genoa 1-4, Cagliari-Palermo 0-1, Torino-Chievo 2-0, Verona-Empoli 2-1; ore 20.45: Roma-Udinese 2-1; lunedì 18 maggio, ore 19: Fiorentina-Parma 3-0; ore 21: Napoli-Cesena 3-2.

La classifica:
Juventus 83; Roma 67; Lazio 66; Napoli 63; Fiorentina 58; Genoa 56; Sampdoria 54; Inter 52; Torino 51; Milan e Palermo 46; Verona 44; Sassuolo 43; Chievo 42; Empoli e Udinese 41; Atalanta 36; Cagliari 28; Cesena 24; Parma* 17.
* sette punti di penalizzazione. Juventus matematicamente Campione d'Italia; Cagliari, Cesena e Parma matematicamente retrocesse in Serie B.
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IL COMMENTO.
Brutta battuta d’arresto per la Sampdoria, che cade in casa contro una Lazio in piena lotta per il secondo posto, che significherebbe l’accesso ai gironi di Champions, senza dover quindi passare per uno scomodo preliminare estivo. A decidere il match del Ferraris è una rete di Gentiletti: il difensore argentino, al rientro dopo otto mesi di stop, celebra al meglio il suo ritorno nei campi di gioco, firmando, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto da Ledesma, un gol da tre punti. Un segno del destino, visto che proprio a Marassi, ma contro il Genoa, aveva subito il grave infortunio al ginocchio, che lo ha tenuto fuori così a lungo. Dopo aver mantenuto il Ferraris inviolato per quasi tutto il campionato, la Samp è costretta ad arrendersi di fronte al proprio pubblico, per la seconda volta consecutiva. Prima la Juventus, poi la squadra di Pioli: le due sconfitte interne fanno perdere terreno alla formazione di Mihajlovic, ora superata in classifica proprio dai rivali del Genoa. Al momento, solo la mancata licenza Uefa dei cugini, manderebbe in Europa la Sampdoria. Che a lungo rimpiangerà le occasioni sciupate da Obiang sul finire del primo tempo, e da Eto’o nella ripresa. Due grandi chance a tu per tu con Berisha, nelle quali era lecito aspettarsi qualcosa di più. Errori di mira pesantissimi in un finale di stagione avaro di gioie. Europa o non Europa, che qualcosa si sia inceppato, nel bel meccanismo oliato alla perfezione nel girone d'andata, è ormai fuor di dubbio. Peccato, perché nonostante le difficoltà, quella blucerchiata resta sempre la quinta difesa del campionato e la terza miglior squadra come numero di sconfitte. Sarebbe un vero peccato non centrare l'Europa League o anche centrarla solo per disgrazie altrui.

Nelle foto, tratte dal sito de Il Secolo XIX, la coreografia iniziale dei tifosi sampdoriani; Acquah prova a sfuggire a Lulic e Ledesma; Eto'o e Ciani; il gol di Gentiletti, al ritorno dopo otto mesi di stop, visto da due angolazioni; la perplessità di Viviano, che ha inutilmente chiesto il fallo per una carica su di lui in occasione della rete laziale.